Ultima visita dalla psicoterapeuta, nuova diagnosi.
Stavolta sono "depressa".
Depressa come non lo ero mai stata.
Con la storia di mio padre*, ciò che mi sta accadendo è banale.
Quando un'etichetta nuova si aggiunge alla mia collezione,
mi piace provare a sentire dove si trova sul corpo.
E' come se ogni demone si rintanasse in una certa area di me,
ed io dedicassi tempo a scovarlo.
Un eterno nascondino,
un'eterna ricerca di me, attraverso loro.
E questa volta, so che la malinconia si è annidata nel petto, sulla sinistra.
Mi scava dentro con i denti,
si affanna, vuole svuotarmi tutta.
Se potessi vedere dentro al mio corpo,
troverei un'ombra inconsistente e scura appena sotto la pelle,
che lentamente striscia.
Al suo passaggio, inquina i miei sospiri
di un liquido denso e color petrolio.
Non ho più voglia di fare niente.
Sono perennemente "senza".
Mi manca sempre qualcosa.
E so cos'è.
Ma non può tornare.
Non può tornare.
